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Esperienza di studio|Il primo passo da "non so parlare inglese"|Lo studio con lezioni individuali scelto da Mizuki

17 gennaio 2017 Team Marketing 3D ACADEMY

Esperienza di studio|Il primo passo da "non so parlare inglese"|Lo studio con lezioni individuali scelto da Mizuki
Intro

Introduzione

Salve, siamo lo staff di 3D ACADEMY!

Oggi vi presentiamo la testimonianza di Mizuki, che ha scelto il corso a lezioni individuali di 3D ACADEMY sull'isola di Cebu, nelle Filippine, superando l'ansia di «non riuscire a parlare inglese» e trovando il proprio stile di studio all'estero.

Il motivo che l'ha spinta a pensare allo studio all'estero è stato, sorprendentemente, il soggiorno di studio della sorella maggiore a Toronto.

«Mia sorella mi sembrava brillare. Ho pensato che un giorno avrei voluto tentare anch'io una sfida all'estero.»

Ma quando ha davvero iniziato a pensare a «proviamo a studiare all'estero», le ansie sono affiorate una dopo l'altra: il livello di inglese, i costi, la sicurezza, il proprio carattere——

Nonostante ciò, Mizuki ha cercato un «piccolo passo» adatto a sé, trovando 3D ACADEMY, specializzata in lezioni individuali, e partendo per l'isola di Cebu.

In questo articolo vi racconteremo per intero la storia di studio all'estero di Mizuki, con la sua voce autentica!

Imparare al proprio ritmo: il metodo di lezione di Mizuki, «parlare imitando»

Mizuki ha scelto solo le lezioni individuali, non le lezioni di gruppo. E ha messo in pratica un modo di imparare tutto suo, perfettamente adatto a questo stile.

«Nelle lezioni di inglese all'inizio ci si affanna pensando “devo assolutamente parlare!”. Ma io, tra le frasi che diceva l'insegnante, appena pensavo “ah, questa la posso usare!”, la imitavo subito ad alta voce.»

All'inizio le parole non uscivano facilmente, racconta, ma ripetendo direttamente le espressioni usate dall'insegnante, un «inglese naturale» si è impresso poco a poco dentro di lei.

Per esempio, quando durante la lezione l'insegnante disse “That makes sense.” (ha senso), pensò «questa si può usare tantissimo in conversazione!», e provò subito a usarla lei stessa.

Anche compiti e preparazione, gestiti al proprio ritmo

A 3D ACADEMY molte lezioni prevedono compiti e preparazione assegnati dall'insegnante, e questo permette di dedicare un tempo solido al ripasso.

Anche Mizuki, all'inizio, si impegnava seriamente pensando «devo fare per bene tutti i compiti assegnati».

Ma a un certo punto se ne accorse.

«Anche cercando di fare tutto bene ogni giorno, ci sono momenti in cui lo spirito non segue. In quei momenti, sforzarsi comunque non fa entrare nulla in testa, e nemmeno si riesce a godersi la lezione.»

Da allora, ha iniziato a dire da sé all'insegnante «oggi vorrei saltare un po' i compiti», oppure a saltarli nei giorni in cui non se la sentiva, passando a un modo di imparare che rispettasse il proprio stato d'animo e il proprio ritmo.

Naturalmente, questo non significa «non fare», ma un atteggiamento equilibrato del tipo «fare bene quando si può fare».

«Nei giorni in cui mi preparo bene la sera prima e arrivo a lezione pronta, tutto scorre molto più fluido. Quindi mi accorgo chiaramente anche della differenza rispetto ai giorni in cui non l'ho fatto. Penso sia importante, includendo anche questo, decidere da sé “cosa voglio fare oggi”.»

Una comunicazione sincera, possibile solo grazie al rapporto con l'insegnante

Dire all'insegnante «oggi non voglio fare i compiti» richiede comunque un certo coraggio.

Ma Mizuki racconta che «anzi, sono contenta di averlo detto».

«Proprio perché è una lezione individuale, la distanza con l'insegnante è ridotta, e conosce bene il mio carattere e il mio stato d'animo. Per questo, dire le cose con sincerità funziona meglio, anziché nascondersi.»

Nei giorni in cui non se la sente, va bene riposare. Nei giorni in cui ce la fa, si concentra al massimo. Riuscire a trasformare lo «studio dell'inglese» da obbligo a piacere: questo è lo stile di lezione tipico di Mizuki.

La sensazione di riuscire a parlare poco a poco | Oltre il primo mese di tensione

Il primo mese è stato per Mizuki una vera e propria sequenza di tensioni. Anche durante le lezioni, pensieri come «e se non riesco a spiegarmi bene con l'insegnante...» o «che imbarazzo se mi fanno una domanda e non rispondo...» prevalevano su tutto il resto.

Che questa stessa Mizuki sia diventata capace, oggi, di dire con sicurezza «oggi non voglio fare i compiti», esprimendo chiaramente la propria volontà, è un grande cambiamento.

«Il fatto di riuscire a comunicare bene i miei sentimenti in inglese è già di per sé un risultato. La me di prima, penso, si sarebbe trattenuta senza dire nulla, facendo semplicemente i compiti come assegnati.»

Naturalmente, non si tratta di semplice “capriccio”, ma della manifestazione di un atteggiamento che comprende il proprio stato e il proprio stile di studio, approfondendo l'apprendimento nel modo più efficace per sé.

«Sono riuscita a scrivere le parole che ho sentito!» La crescita delle competenze di base

Nell'apprendimento dell'inglese, ascolto e scrittura sono tra gli ambiti particolarmente ostici per i principianti.

Anche Mizuki racconta che all'inizio, pur riuscendo a capire le parole pronunciate dall'insegnante, faticava molto a scriverle sul quaderno.

«Pensavo di aver sentito bene, ma non conoscevo lo spelling, o addirittura non ero nemmeno sicura di cosa avesse detto...»

Ma ora è diventata capace di scrivere sul momento, con scioltezza, le parole ascoltate. Riuscire a scrivere direttamente ciò che si sente con le orecchie è la prova concreta che ascolto e vocabolario stanno davvero migliorando.

«Anche la velocità con cui prendo appunti durante la lezione è aumentata, e sento di essermi abituata poco a poco a “pensare in inglese”.»

Inoltre, ultimamente il suo sguardo cade naturalmente anche sui cartelli e le insegne in inglese per strada, e si ritrova a leggerli pensando al loro significato.

«Prima non ci facevo proprio caso, ma ora mi capita di reagire pensando “questa parola l'ho vista a lezione!” (ride)»

Dalle parole singole al «parlare per frasi» — l'accumulo di piccoli cambiamenti

All'inizio, parlando in inglese, Mizuki riusciva solo a mettere in fila parole isolate. Ma grazie all'accumulo delle lezioni e al supporto attento degli insegnanti, è diventata poco a poco capace di parlare per frasi complete.

«All'inizio era tipo “Go... eat... food...”, un livello così frammentato da far ridere anche me. Ma l'insegnante ogni volta mi correggeva dicendo “in questo caso si dice così”, e ripetendo più volte la frase corretta, senza accorgermene ho iniziato a parlare naturalmente per frasi intere.»

Il fatto stesso che le frasi escano naturalmente durante una conversazione è già un grande progresso. È esattamente questo il potere delle lezioni individuali.

Come sfruttare i materiali testuali | Perché preferisce “comprarli” invece di fotocopiarli

Alla domanda «usi i libri di testo?», Mizuki ha risposto senza esitazione: «sì, li uso».

«Finora ne ho comprati quattro, e ne ho già finiti due.»

A scuola è possibile fotocopiare parte dei materiali, ma Mizuki ha scelto deliberatamente la strada di “comprarli”.

«Fotocopiare è un po' scomodo, e se non è rilegato come un libretto mi dà fastidio che i fogli si disperdano. Perciò fin dall'inizio ho comprato tutto il necessario.»

Avere un testo ordinato a portata di mano rende più facile la preparazione e il ripasso, e permette anche di seguire la lezione con maggiore scioltezza.

Inoltre, un libro molto usato diventa anche «una prova della propria crescita».

«Ogni volta che finisco un libro penso “ce l'ho fatta”, e rileggendolo trovo sempre più parti che ora capisco rispetto a prima: è una sensazione bellissima.»

Nei weekend relax tra mall e spiaggia | Anche un'esperienza autentica di vita rurale

A differenza dei giorni feriali fitti di lezioni, il weekend per Mizuki era un prezioso «momento di svago». Tuttavia, non si trattava solo di divertirsi: sembra che abbia trascorso un tempo pieno anche entrando in contatto con culture diverse e mettendo in pratica l'inglese in scenari fuori dal solito.

«Andavo spesso al mall con gli amici. Fare shopping, chiacchierare in un bar: poter vivere un'atmosfera simile a quella del Giappone mi dava tranquillità, e mi piaceva.»

Per Mizuki, un ricordo del weekend particolarmente impresso è stata la gita a «casa dell'insegnante». È andata a passare la notte insieme all'insegnante su un'isola nel nord delle Filippine chiamata Bantayan.

«L'isola di Bantayan aveva davvero la spiaggia più bella che avessi mai visto. Il colore del mare, l'azzurro del cielo, un panorama difficile da vedere in Giappone... era come un paesaggio da sogno.»

Tuttavia, anche la «vita rurale autentica» vissuta lì è diventata uno dei ricordi indimenticabili.

«Mi hanno ospitata a casa della famiglia dell'insegnante, ma il bagno era del tipo in cui si tira l'acqua da un secchio da soli. Anche la doccia non aveva acqua calda, bisognava lavarsi con acqua fredda. E internet non arrivava affatto: all'inizio ero un po' spaesata.»

Attraverso quell'esperienza, ha potuto rendersi conto ancora di più di quanto fosse comoda e ben organizzata la vita a 3D ACADEMY.

«Nel dormitorio di 3D c'è l'aria condizionata, internet funziona, e il bagno ha lo scarico dell'acqua (ride). Solo andando in campagna ho capito per la prima volta quanto sia prezioso quel “normale”.»

Oltre al piacere del viaggio, Mizuki ha potuto imparare anche dalle differenze nell'ambiente di vita. Anche il weekend, dunque, è stato un tempo prezioso per la sua crescita.

Cosa avrebbe voluto preparare prima di partire | Vocabolario e gestione della salute

Mizuki si è abituata subito alla vita a 3D ACADEMY, ma racconta che ci sono comunque alcuni punti in cui pensa «avrei dovuto prepararmi di più».

Il vocabolario dà tranquillità se «preparato in anticipo»

«Avrei dovuto memorizzare più parole. In effetti, quando non si conosce una parola, c'è un limite sia a parlare che a scrivere...»

Molte parole si imparano durante le lezioni, ma ha comunque capito che avere un «vocabolario minimo» aumenta notevolmente il tasso di assorbimento nel primo mese.

In particolare, ripassare in anticipo «le parole di base a livello di scuola media e superiore» rende più facile capire l'inglese dell'insegnante, riducendo i momenti di blocco durante la conversazione.

«Per chi non è forte in inglese, fare almeno un vocabolario prima della partenza rende sicuramente tutto più facile dopo!»

Gli integratori come una sorta di “portafortuna”

Un altro consiglio riguarda la gestione della salute.

«Cambiando ambiente, a volte basta poco per stare male, quindi per me è stata una buona scelta portare integratori. In particolare prendevo ogni giorno vitamine e prodotti per la regolarità intestinale.»

A Cebu, dove cibo diverso e clima caldo fanno consumare facilmente energia fisica, tenere sotto controllo la propria condizione fin dall'inizio ha sostenuto una vita di studio all'estero confortevole.

Postfazione | Una persona «timida» che è cambiata grazie all'inglese

Durante l'intervista, Mizuki ha risposto sempre sorridendo, con un'atmosfera molto calorosa. Lei stessa diceva «sono davvero molto timida», ma noi dello staff non abbiamo affatto avuto quell'impressione.

Non possiamo fare a meno di pensare che sia stato proprio il diventare capace di esprimere i propri sentimenti in inglese a farle nascere questa sicurezza.

Sette ore di lezione al giorno, la tensione del primo mese, le parole che ha imparato a scrivere poco a poco, le frasi che è diventata capace di dire... tutto questo si è trasformato, dentro Mizuki, in un vero e proprio «accumulo di crescita».

E ora l'aspetta il prossimo passo: uno studio all'estero in Canada. Seguendo le orme della sorella, anche Mizuki troverà sicuramente il proprio percorso in un nuovo paese.

Non c'è dubbio che l'esperienza a 3D ACADEMY sia diventata la base di questa sicurezza e di questa forza.

Mizuki, grazie di cuore per aver condiviso con noi questa splendida esperienza. Tutto lo staff fa il tifo per te con tutto il cuore!

Esperienze di studio all'estero

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